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20 | 05 | 2019
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Fazeristi e Elefantreffen 2004 PDF Stampa E-mail
Scritto da FazerItalia   

NOI ALL’ELEFANTENTREFFEN 2004

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Ormai era un po’ che ci pensavo, dopo la prima esperienza nel 2002, ne ero rimasto innamorato, e decisi che ci sarei tornato. Il raduno più importante, che si svolge in pieno inverno, e che coinvolge migliaia di motociclisti provenienti da tutta Europa. Non è un’impresa impossibile come molte persona ritengono, ma bisogna avere comunque molta forza di volontà. Viaggiare con temperature che spesso vanno molto sotto lo zero non è semplice, ma la passione per questo tipo di viaggi fa superare tutte le difficoltà. Faccio una ricerca nel forum e alla fine trovo in Andrea un compagno di viaggio.

Sono le 5.30 del 29 gennaio e suona la sveglia. Mi alzo, fuori è ancora notte profonda, ci sono circa 8 gradi sotto zero. La moto è stata preparata la sera prima, non mi resta che vestirmi, e non è così semplice, per partire. La vestizione richiede un pò più del normale, gli strati di abbigliamento sono parecchi. Ma alle 6.15 sono in sella. I primi chilometri li faccio con molta cautele, non vorrei, proprio fuori casa, beccare la lastra di ghiaccio traditrice. Appena imbocco l’autostrada noto che il manto stradale è pulito e decido per una velocità di circa 140/150 km/h per arrivare prima possibile all’incontro con Andrea, all’uscita di Rimini Sud. Alla 09.35 arrivo al negozio, dove mi incontro con Andrea, per l’ultimo acquisto prima di partire. La carenza di negozi del mio paese mi ha costretto a questa tappa tecnica. Sono circa le 11.00 quando riprendiamo la strada per la Germania, ci aspetta una lunga galoppata di oltre 600 km prima di arrivare a Rosenheim dove ci dovremmo fermiamo per la notte. Purtroppo il molto freddo specialmente al Brennero, con buferina di neve, ci rallentano. Ci dobbiamo fermare, sono le 19.30, la visibilità è scarsissima, abbiamo le visiere dei caschi piene di sale, e soprattutto fa molto freddo. L’albergo è molto carino ma il costo non proprio. Il primo giorno di viaggio è andato bene, anche se le temperature non sono mai salite oltre i 2-3 gradi. Le fazer ina e ona si sono comportate benissimo. Ceniamo e a dormire presto, il giorno dopo ci aspettano circa 300 km ma molto freddi. La mattina circa alle 8 siamo a -6 gradi. Dopo aver fatto una abbondante colazione in stile Tedesco andiamo dalle nostre amate e nonostante il freddo partono senza problemi al primo colpo. Ci copriamo bene con tutto quello che abbiamo e partiamo, superiamo Monaco e ci immettiamo sull’ultimo tratto di autostrada A92. Le autostrade fino adesso percorse sono tutte pulitissime, ma inondate di sale, povere moto. Alle 13.00 circa ci fermiamo all’ultima area di servizio prima dell’uscita di Iggensbach. Incontriamo tre herlysti (non so se ho scritto giusto) che arrivano da Valencia (Spagna), raccontano ad Andrea che hanno fatto tutto il viaggio sempre sotto la neve, dei grandi. Dopo aver fatto l’ennesimo pieno di benzina, ed aver mangiato, prima di ripartire essendoci un internet point proviamo a mandare un messaggio sul forum ma non ci riusciamo. Affrontiamo gli ultimi km su strada normale ma molto pulita e raggiungiamo la pensione prenotata. L’unica curva con l’unica chiazza di neve molla sia io che Andrea la prendiamo, ci spaventiamo sentendo sotto il culo le moto partire, ma prontamente ci riprendiamo senza cadere ma solo con molto spavento. Questo ci fa capire di stare ancora più attenti nella guida. Scarichiamo tutti i bagagli e dopo esserci alleggeriti un po’ raggiungiamo subito Solla, per iscriverci al raduno, 48° ELEFANTENTREFFEN. C’è gia molta gente, una ragazza con una Transalp rompe lo specchietto di un’altra moto parcheggiata, ma comunque non si ferma e continua senza problemi. Dopo aver pagato, ci consegnano la targhetta con l’anno, il libricino e l’adesivo. La spilla del raduno io già ce l’ho, mentre Andrea la compra. Per chi non lo sapesse, la spilla la si acquista la prima volta, invece le targhette con l’anno le dà l’organizzazione e sono comprensive degli anellini per attaccarle alla spilla. In questo modo sia ha un’unica spilla con sotto attaccate tante targhette per quanti anni sei stato al raduno. Abbiamo visto certi che ne avevo proprio tante. Ci arriveremo anche noi. Scendiamo nella fossa e vediamo cose dell’altro mondo. Sembra il girone Dantesco dell’inferno. Molti biker gia sono ubriachi, sono solo le 16.30. Le tende più comuni sono quelle a iglu (scritto male) ma ci sono anche tanti che hanno messo sulla neve tanta paglia, quattro stecche di legno per tenere una copertura e basta. Le moto sono parcheggiate ovunque, molte appoggiate sulla neve. Ci sono molti sidecar, di tutti i tipi. Dai vecchi BMW della guerra all’Honda SilverWing con carrozzetta ad altri fatti in casa, vedi honda cbr con saldato al telaio una carrozzetta. Gli italiani si riconoscono, sono quelli con l’abbigliamento di marca Spidi Danese ecc. in GoreTex abbastanza precisi. I tedeschi sono rigorosamente in pelle. Ci sono moto da mezza Europa: Itali, Francia, Spagna, Repubblica Ceca, Russia, Polonia, Austria, Olanda. ecc..

Facciamo il giro di tutta la fossa fino al piazzale, nel punto più basso, e compriamo i ricordini di circostanza. Risaliamo verso l’uscita che ormai sta tramontando il sole, l’aria è sempre più fredda, con tutta sincerità non invidio quelli in tenda. Arriviamo alle moto, le selle hanno uno strato di giaccio sulle selle che un po’ ci preoccupa. La strada invece non è molto ghiacciato, comunque essendo quasi tutta discesa scendiamo in prima, piano piano. Arriviamo alla pensione che ormai è notte. Ci aspetta una calda doccia. Per cenare andiamo nel ristorantino accanto dove con 10 euro a testa, circa, mangino e beviamo molto bene. Conosciamo un signore (non so il nome) di una cinquantina d’anni che è venuto con i figli, in sella ad una bmw gs 1150 e ad un vecchio guzzi T5 dei carabinieri.

La mattina dopo con calma ripartiamo per rientrare, il primo tratto fino a Monaco è molto freddo, ci fermiamo poco dopo Monaco a mangiare. C’è molto traffico, sono i vacanzieri delle settimane bianche che vanno ad invadere le nostre montagne per sciare. Ripartiamo dopo aver ben mangiato, chiaramente, e tiriamo molto. Poco dopo il Brennero ci dobbiamo fermare, sia per far benzina ma soprattutto per riscaldarci. Fa veramente molto freddo. Arriviamo a Rimini alle 21.00 esatte, Andrea doveva rientrare, io trovo un albergo e dopo aver fatto una calda doccia, passa Andrea e andiamo a mangiare qualcosa. Ormai è quasi mezzanotte, mi accompagna in albergo e ci salutiamo. Personalmente ho trovato Andrea una persona squisita sotto tutti i punti di vista, un compagno di viaggio ideale. La mattina alle 08.00 parto per farmi l’ultimo tratto di strada circa 350 km fino ad Avezzano. Fila tutto lisci la temperatura è accettabile, circa 4-5 gradi. Arrivo a casa alle 11.00 circa. Ed è qua che trovo il primo ed unico vero problema. La rampa del mio garage più o meno pulita ma la salita per entrare in garage piena di neve. Dopo svariati tentativi con moto di traverso, trovo della segatura, la spargo sulla neve e finalmente riesco ad entrare. Ho perso circa 20 minuti. Il colmo, con tutta la neve che abbiamo incontrato in Austria e Germania mi sono incartato sotto casa.


Statistiche di viaggio

Andatura autostradale: 140/160

Costo carburante, circa, andata ritorno: 130 euri

Pedaggi autostradali andata e ritorno: Italia 84,80 Austria 20,50 (Andrea - 35,80)

Pernottamenti con 1° colazione: 66.50 cad. (Roberto + 52)

Le foto www.evolutionsnc.com/gallery/thumbnails.php?album=46

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